• Advice
  • by dante ruscello
  • 4 Settembre 2020

    La Scintigrafia Miocardica è un esame diagnostico che permette uno studio della funzionalità cardiaca ed è richiesta nei pazienti che presentano una sospetta cardiopatia ischemica, oppure nei casi di malattia coronarica già evidenziata.
    ➡️L’esame valuta l’entità e la distribuzione delle zone del cuore che ricevono meno sangue e il comportamento del cuore sotto sforzo.

    L’esame prevede due fasi: una prima, in cui il paziente viene sottoposto a una prova da sforzo, e una seconda – a distanza di qualche ora dalla prima – in cui il paziente viene osservato a riposo.
    In questo modo, è possibile mettere a confronto l’irrorazione sanguigna del miocardio durante una condizione di stress del cuore e durante un momento di quiete.

    Trattandosi di una tecnica di medicina nucleare richiede la somministrazione di speciali radiofarmaci che, in piccolissime quantità, vengono iniettati nel corpo e permettono di visualizzare il cuore e di calcolare la quantità di sangue che raggiunge il muscolo cardiaco.
    Il radio-farmaco viene somministrato al culmine di un test che “provoca” una situazione di stress per il cuore. Questo test è effettuato da un cardiologo subito prima della somministrazione del radiofarmaco.
    La scintigrafia miocardica non è dolorosa, né fastidiosa, né pericolosa: i radiofarmaci non danno reazioni allergiche ed emettono una modesta quantità di radiazioni, paragonabili a quelle assorbite nel corso di una TAC. Al paziente è richiesta solo una cosa molto semplice ma essenziale: rimanere il più possibile fermo durante la registrazione delle immagini. La prova da stress presenta gli stessi modesti rischi ed effetti indesiderati di una convenzionale prova da sforzo: ve ne parlerà il cardiologo prima di iniziare il test.

    Solitamente, i cardiologi ricorrono a una scintigrafia miocardica quando sospettano la presenza di una coronaropatia.
    Nel linguaggio medico, per coronaropatia s’intende una qualsiasi malattia ai danni delle coronarie, caratterizzata da un restringimento di questi vasi arteriosi irroranti il miocardio.
    Oltre che per analizzare i caratteri di una coronaropatia in atto, la scintigrafia miocardica viene praticata anche dopo:
    Un attacco di cuore. Serve all’individuazione della precisa zona di miocardio interessata dal processo di necrosi.
    Un trattamento terapeutico per il ripristino del flusso coronarico. Per esempio, può essere praticata dopo un intervento chirurgico di bypass coronarico,