I falsi miti della risonanza magnetica aperta!

I falsi miti della risonanza magnetica aperta!

La Risonanza Magnetica cosiddetta chiusa, oggi, non è più un problema per i pazienti claustrofobici in quanto non è più tale. Perché? Sappiamo che la Risonanza Magnetica, per le sue caratteristiche intrinseche, nasce per caratterizzare i tessuti in vivo, in quanto è in grado di evidenziare anche minime differenze nella composizione e nella struttura dei vari organi e tessuti, pertanto anche le anomalie degli stessi, grazie alla elevatissima “risoluzione di contrasto” di cui è dotata; infatti consente di praticare una indagine fortemente indicata per lo studio dei tessuti molli (sistema nervoso, cuore, fegato, organi “parenchimatosi”) ricchi come sono di acqua e, quindi, di atomi di idrogeno, e lo è meno per le strutture “dure”, carenti di acqua, come ad esempio l’osso. Tutto ciò è in funzione della forza del campo magnetico ove più alto è il campo magnetico, maggiore è il segnale, maggiori sono le possibilità di avere qualitativamente e quantitativamente una maggiore risoluzione di contrasto tra i tessuti ed una maggiore risoluzione spaziale. Ne conseguono più elevate possibilità diagnostiche.

Allora per quale motivo una Risonanza Magnetica chiusa non sarebbe più un problema per i pazienti che dichiarano di essere claustrofobici? Semplicemente perché grazie ai nuovi macchinari il magnete presenta un tunnel dal diametro molto ampio, 70 cm diametro e 100 cm di lunghezza, proprio per agevolare il comfort dei pazienti e l’esecuzione degli esami e far dimenticare la sensazione di oppressione e improvviso black-out mentale.

Bisogna sottolineare che per i macchinari definiti aperti l’ampiezza dello spazio di esame è di soli 44 cm per rendere possibile una sufficiente omogeneità del campo magnetico i fini diagnostici. Queste apparecchiature, così tanto pubblicizzate sono “adatte” maggiormente per esami RM articolari, ovvero grandi articolazioni quali anche, ginocchia e colonna lombare, che risulteranno, ad ogni modo, di basso livello, in quanto lasceranno sempre delle zone grigie, ovvero dubbie nei casi complessi.

Inoltre, sono utilizzate per dare l’illusione al paziente di scegliere il  suo maggior comfort fisico e psichico nei confronti dello stress d’esame, ma come può il paziente avere cognizione di avere scelto lo strummeto diagnostico più adatto? Non a caso l’evoluzione tecnologica ha affinato armi più potenti di diagnosi, allo stato in alcuni specifici casi, mediante apparecchiature con magneti con campo ancora più alto di 1.5T.

Cosa vuol dire ciò? Che per quanto si possa preferire una RM di tipo aperto bisogna essere consapevoli che il risultato, a causa del suo basso campo magnetico, non sarà mai paragonabile a quello eccellente, o definito Allo Stato dell’Arte, che si può ottenere con un macchinario chiuso di campo elevato.

Quindi …perché privarsi di un efficace esame diagnostico scegliendo un esame meno efficace effettuato da una macchina RM cosidetta “aperta”?!

Nella gran parte dei casi, i problemi dichiarati come claustrofobia non sono altro che problemi riconducibile all’ansia: ansia per l’esame da affrontare e dei risultati emergenti.

A tal proposito ricordatevi che è possibile ricorrere ad una blanda azione farmacologica mediante ansiolitici a dosaggio bassissimo che vi consentirà di affrontare l’esame in maniera “leggera” e soprattutto in maniera ottimale.

Non possiamo scegliere i nostri problemi di salute … né avere la pretesa di risolverli da soli

 ma possiamo decidere nelle mani di chi porli!