• Advice
  • by dante ruscello
  • 16 Giugno 2021

    La TIROIDE è una ghiandola endocrina posta alla base del collo e, normalmente, ha la forma di una farfalla. Presenta innumerevoli funzioni regolando il metabolismo, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, l’accrescimento corporeo e lo sviluppo e la maturazione dei vari apparati.
    La corretta funzione della ghiandola tiroidea è garantita da un adeguato apporto nutrizionale di iodio. Lo iodio viene assorbito dalla tiroide e coniugato con l’aminoacido tirosina producendo l’ormone tiroideo.
    La presenza di questo elemento negli alimenti e nelle acque è molto variabile e spesso troppo scarsa rispetto ai fabbisogni umani. Ed ecco perché attualmente si integra con il sale iodato in commercio.

    MALATTIE DELLA TIROIDE
    Le malattie della tiroide si possono distinguere in:

    • disfunzioni (ipertiroidismo e ipotiroidismo)
    • alterazioni morfologiche (gozzi e noduli)
    • tumori (benigni e maligni).

    Molto spesso disfunzioni e alterazioni morfologiche coesistono.
    Ogni aumento di volume della ghiandola tiroidea si definisce gozzo  che può presentarsi sia in caso di ipertiroidismo che di ipotiroidismo.
    L’ipertiroidismo si manifesta quando la ghiandola tiroidea funziona troppo con aumento dei suoi ormoni in circolo e ha diverse cause: il morbo di Basedow dovuto ad anticorpi in circolo che stimolano, come il TSH, la produzione di ormoni, da un gozzo uni o multinodulare iperfunzionante per la presenza di un nodulo “autonomo” conosciuto anche come nodulo “caldo” alla scintigrafia e, più raramente, da una inappropriata secrezione di TSH o ormoni tiroidei da parte di tumori (per lo più ovarici) o da una assunzione eccessiva di ormone tiroideo.

    Una forma particolare di ipertiroidismo è dovuta alla tiroidite subacuta che si accompagna a dolore al collo, talora anche violento, e febbricola ed è dovuta ad un processo infiammatorio della tiroide a carattere distruttivo che libera gli ormoni depositati nella ghiandola determinando un quadro di ipertiroidismo in genere autolimitante che guarisce senza esiti.
    I sintomi più frequenti sono, dimagrimento, tachicardia, aritmie cardiache nervosismo, tremore, ansia, insonnia, debolezza muscolare, sudorazione eccessiva. Talvolta, il paziente presenta bulbi oculari sporgenti e doloranti (esoftalmo) e ingrossamento della ghiandola (gozzo).

    L’ipotiroidismo si sviluppa quando gli ormoni tiroidei in circolo non sono sufficienti al fabbisogno dell’organismo. Una delle cause più comuni è la Tiroidite di Hashimoto in cui la tiroide viene gradualmente distrutta da autoanticorpi. Meno frequentemente da cause congenite (agenesia o ipogenesia tiroidea), esposizione a iodio radioattivo a scopo terapeutico o in corso di incidenti nucleari, in presenza di severo deficit nutrizionale di iodio, in corso di malattie dell’ipofisi con ipoproduzione del TSH; infine da cause iatrogene cioè da terapie come l’asportazione della tiroide o da farmaci che inibiscono la funzione della tiroide come un carico eccessivo di iodio, l’amiodarone, i tionamidi, il litio.
    I sintomi sono legati ad un rallentamento generale del metabolismo corporeo con aumento di peso, sensazione di freddo, stitichezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e di coordinazione motoria e della parola, secchezza cutanea, voce rauca, perdita di capelli, aumento del colesterolo.

    I noduli della tiroide sono molto frequenti e ne è colpita più di un quarto della popolazione con frequenza maggiore nelle donne. Possono essere singoli, multipli, non funzionanti (freddi alla scintigrafia) o funzionanti quindi autonomi (caldi alla scintigrafia), accompagnati da aumento di volume della tiroide, cioè, presentarsi come “gozzo nodulare” o “gozzo multinodulare”. La diagnosi spesso è casuale. E’ indispensabile un corretto approccio diagnostico per escludere forme tumorali (0.3% di tutti i noduli) che può comprendere l’ecografia, dosaggi ormonali, citologia tramite agoaspirato e la scintigrafia.
    I tumori tiroidei più comuni sono i carcinomi papillari o papillari-follicolari (misti) che rappresentano circa il 60% dei tumori maligni della tiroide. La prognosi è eccezionalmente buona, con oltre il 90 % di probabilità di guarigione. Colpisce di più il sesso femminile e l’incidenza aumenta con l’età. Tra le cause, è di riconosciuta importanza l’esposizione a radiazioni ionizzanti alla regione del collo.