• News
  • by dante ruscello
  • 27 Novembre 2020

    Con il termine generico di vasculopatia si intende la comparsa di alterazioni a carattere occlusivo/trombotico a livello vascolare (vene e arterie).
    Quelle arteriose sono di solito conseguenza dell’aterosclerosi, cioè la formazione di una placca aterosclerotica o di un accumulo di grasso che restringe il calibro (il lume) delle arterie periferiche. Le arterie femorali, che apportano sangue agli arti inferiori, e le succlavie, che irrorano le braccia, sono tra le arterie maggiormente interessate. Con il progredire dell’ostruzione il lume del vaso sanguigno si restringe sempre più e ciò comporta dolore, torpore e formicolio, cambiamenti del colore della pelle e anche infezioni e ulcerazioni

    La presenza di malattie come il diabete e l’ipertensione o disturbi come le iperlipidemie ne facilitano lo sviluppo, così come l’obesità e la mancanza di attività fisica.
    Le vasculopatie, come detto, possono anche essere venose, quando ad essere coinvolte sono le vene. Possono derivare, per esempio, da insufficienza venosa, quando il ritorno del sangue al cuore è compromesso: ne derivano vene tortuose, dilatate, ingrossate.

    Il dolore muscolare è il sintomo più frequente dell’arteriopatia periferica e si manifesta durante lo svolgimento di diverse attività per poi scomparire dopo pochi minuti a riposo. La localizzazione del dolore dipende dall’arteria colpita; nel caso in cui l’arteriopatia interessi gli arti inferiori, il dolore a livello del polpaccio risulta essere quello più comune. Si presentano, di conseguenza, difficoltà nella deambulazione (solitamente anche dopo soli 100 metri) che si manifesta con la cosiddetta claudicatio intermittens.

    Dunque, anche le attività più naturali come una semplice camminata, possono essere rese difficoltose da questa patologia e limitare l’indipendenza nelle attività della vita quotidiana, con una ricaduta sulla qualità di vita del soggetto.

    Quanto è importante l’attività fisica per la prevenzione?
    L’attività fisica è indispensabile così come l’evitare il sovrappeso, l’assunzione di cibi troppo salati, l’uso di tacchi alti e lo stare seduti o in piedi a lungo …sono tutte misure preventive.
    L’esercizio fisico, in particolare, da 35 a 50 minuti di cammino su tappeto rotante o su pista, con uno schema che prevede l’alternarsi di fasi di esercizio e fasi di riposo, 3 o 4 volte/settimana, è una terapia importante ma spesso sottovalutata. I programmi di esercizi sotto supervisione sono probabilmente superiori ai programmi privi di sorveglianza. L’esercizio può aumentare l’autonomia di marcia e migliorare la qualità della vita.